L’aeroporto Falcone Borsellino è una importante risorsa economica, turistica ed occupazionale per il territorio di Palermo.
Non intendiamo permettere – e ci opporremo con tutti i mezzi a nostra disposizione – un suo declassamento.
Creeremo un muro di resistenza per evitare che il nuovo piano industriale della Cai penalizzi l’aeroporto di Palermo.
Intendo chiedere a tutti i parlamentari nazionali eletti a Palermo e a quanti, e sono molti ed autorevoli, occupano un posto di rilievo nel governo e nelle istituzioni un impegno a favore del nostro scalo aeroportuale.
Il suo declassamento avrebbe conseguenze disastrose non solo per quanti perderebbero il posto di lavoro, e a Palermo non possiamo permetterci di perderne neppure uno, ma anche per le imprese e per il turismo che risulterebbero fortemente penalizzati dalle scelte ipotizzate dalla Cai.
La vicenda del nostro scalo aeroportuale è ancora più grave se si considera che i tagli previsti confermano una visione della Cai che tiene poco, o in nessun conto, le esigenze di sviluppo della Sicilia e di Palermo.
In questo momento di gravissima crisi vanno fatte scelte che incentivino l’economia del Sud d’Italia, strutturalmente più debole di quella di altre aree del Paese.
Nei mesi scorsi mi sono detto fiducioso circa l’intendimento del governo nazionale di sollecitare Cai a guardare alle esigenze
della nostra regione, oggi il problema si fa più grave e più pressante e per questo è necessario che il governo nazionale intervenga per chiarire la propria posizione.
Non proteggere le aree più deboli e meno sviluppate del Paese significa non guardare con la necessaria attenzione alle prospettive future e preferire invece una visione miope dello sviluppo dell’Italia.
Il Sud e la Sicilia hanno bisogno di un forte e convinto sostegno da parte del governo nazionale che sulla vicenda Cai ha occasione e modo di prendere posizione al nostro fianco.
L’Enac fino a questo momento si è limitato a stare alla finestra, ma nelle vene di Vito Riggio scorre sangue siciliano e spero che anche il suo ribolla quanto il mio su una vicenda che rischia di far pagare a troppe famiglie e ad un’intera economia un prezzo altissimo.
Ritengo che sia necessario anche un intervento forte da parte del presidente della Regione che, finora, ha dimostrato di avere una visione politica e strategica che non considera in maniera omogenea lo sviluppo della nostra terra.
Mi auguro che Lombardo cominci, per così dire, a guardare oltre il giardino.
Troppo spesso, infatti, si comporta più da leader del suo partito che – come dovrebbe – da presidente di tutti i siciliani.
Questa battaglia non si esaurisce certo con una conferenza stampa perché sono convinto che quella che penalizzerà o confermerà la fiducia nell’aeroporto di Palermo sia una scelta strategica che va ben oltre i posti di lavoro in gioco.
Sono lieto, in questo momento, di avere al mio fianco il presidente della Provincia Giovanni Avanti al quale offro fin d’ora il mio sostegno per la decisione di andare a Roma con una delegazione di sindaci dell’hinterland palermitano.